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Il settore delle spedizioni traccia il percorso per un futuro sostenibile

Di Eric Pedersen, Head of Responsible Investments di Nordea Asset Management

Il trasporto marittimo è la spina dorsale del commercio internazionale ed è parte integrante della catena di approvvigionamento globale: le materie prime devono raggiungere le raffinerie, le merci raffinate le fabbriche e i prodotti finali i consumatori. Di fatto, il trasporto marittimo copre circa l’80-90% dell’attività commerciale globale, con la sua capacità di carico raddoppiata dal 2005.

L’attuale crisi globale della catena di approvvigionamento è un esempio lampante dell’importanza di questo canale di commercio, particolarmente interessante per le aziende anche da un punto di vista economico. A causa dell’aumento della variante delta del Covid-19, negli ultimi mesi alcuni porti marittimi in Cina sono stati costretti a chiudere, mentre i casi più gravi in paesi come il Vietnam e la Malesia hanno ridotto la capacità produttiva e hanno esaurito la forza lavoro nei porti di container. Inoltre, chi potrebbe dimenticare il blocco di sei giorni del canale di Suez all’inizio di quest’anno, dopo i problemi della nave container Ever Given? A causa di queste strozzature, migliaia di container cargo sono rimasti inattivi per giorni e settimane nei porti, aggravando le carenze attualmente presenti nelle destinazioni di arrivo della catena di approvvigionamento.

Le notizie sul settore delle spedizioni, spesso invece ignorato, hanno di rencente inondato i giornali di tutto il mondo, ma è da tempo un settore che gli investitori ESG seguono con attenzione. La navigazione è disciplinata da numerose norme e regolamenti – in settori quali la sicurezza della vita in mare e la protezione dell’ambiente marino, nonché la fornitura di condizioni di lavoro e di vita dignitose per la gente di mare. Nella nostra analisi ESG delle aziende del settore marittimo, valutiamo una varietà di rischi – come le emissioni e altri impatti ambientali, la salute e la sicurezza dei dipendenti, la gestione degli incidenti e della sicurezza e la governance aziendale.

Le aziende che attuano il cambiamento
Anche se la navigazione è uno dei modi di trasporto delle merci a minor intensità di emissioni – rispetto ad esempio al trasporto su camion o aereo – è ancora tra i maggiori emettitori di carbonio, con oltre un miliardo di tonnellate di emissioni di gas serra ogni anno. Ciò è un livello simile alle emissioni totali di carbonio della Germania nel suo insieme. Se non vengono tenute sotto controllo, le emissioni potrebbero raddoppiare entro il 2050.

A differenza di altri canali di trasporto, quello marittimo che interessa le lunghe distanze deve affrontare un percorso difficile rispetto ad una potenziale elettrificazione, a causa delle grandi quantità di energia richieste per periodi di tempo prolungati. Da un punto di vista più positivo, si sono registrati alcuni progressi verso la riduzione delle emissioni grazie a innovazioni tecnologiche in termini carburanti (idrogeno verde, ammoniaca e altri). Ad esempio, la società chimica norvegese Yara International è leader nel settore dell’ammoniaca verde, mentre Aker Carbon Capture e Aker Clean Hydrogen stanno diventando attori chiave in queste importanti nicchie. Se da un lato le innovazioni in tali aree saranno di vitale importanza per il settore marittimo nei decenni a venire, dall’altro l’applicazione di queste tecnologie richiederà diversi anni.

Tuttavia, i gruppi di trasporto fanno anch’essi la loro parte. Il proprietario di navi norvegesi Klaveness Combination Carriers è all’avanguardia in termini di miglioramento delle attuali emissioni nell’industria marittima. Progettando navi in grado di funzionare sia come navi portarinfuse che come navi cisterna per prodotti, Klaveness elimina virtualmente il riposizionamento delle sue navi tra un viaggio e l’altro. Parliamo di un miglioramento molto visibile se consideriamo che per gli operatori tradizionali i riposizionamenti equivalgono a circa il 50% della distanza totale percorsa. Se da un lato queste navi avanzate sono più costose da costruire rispetto a quelle convenzionali, le emissioni per tonnellata di merci trasportate e il ritorno sul capitale nel tempo sono nettamente superiori.

Anche Maersk, il più grande operatore mondiale di navi e linee per la navigazione di container, ha dimostrato la volontà di accelerare la decarbonizzazionedella sua flotta, ordinando di recente un certo numero di navi in grado di funzionare con metanolo neutro al carbonio. Maersk considera l’ammoniaca verde un importante combustibile futuro, e ha sostenuto i piani per la costruzione del più grande impianto europeo di ammoniaca verde sulla costa occidentale danese.

Oltre agli sviluppi positivi nella progettazione di serbatoi e carburanti più puliti, stiamo anche assistendo a un miglioramento dell’efficienza energetica a bordo e dell’efficienza delle risorse. Abbiamo un investimento in Alfa Laval, che produce hardware vitali per il funzionamento della sala macchine di una nave. Questa azienda svedese vede importanti opportunità di fornire soluzioni sostenibili nei settori del trattamento delle acque, dell’efficienza energetica, della riduzione delle emissioni e di una più ampia riduzione dell’inquinamento.

Dialogo diretto e collaborazione
Ci sono molti elementi ESG che un asset manager deve considerare nello spazio marittimo – in aree come il riciclaggio delle navi, i diritti dei lavoratori di equipaggio e cantieri, la sicurezza del carico e le ovvie preoccupazioni ambientali. Sulla base del nostro dialogo diretto con Klaveness, siamo stati soddisfatti dell’impegno mostrato dalla società e dei progressi in termini di sostenibilità negli ultimi anni.

Tuttavia, in un settore globale di questo tipo, è importante mirare ad un cambiamento che va al di là del dialogo individuale con alcune aziende specifiche. La collaborazione degli investitori in questo senso è fondamentale, come dimostra l’iniziativa mirata agli standard di riciclaggio delle navi intrapresa da un gruppo di istituti finanziari. Questi principi mirano a ridurre al minimo i pericoli associati allo smantellamento delle navi, comprese le condizioni di lavoro e gli impatti ambientali. I “Poseidon Principles” sono un’altra iniziativa globale, che fornisce un quadro per integrare le considerazioni climatiche nelle decisioni di prestito delle istituzioni che operano all’interno dello spazio marittimo.

Mentre è probabile che ci vorranno molti anni prima che il settore marittimo sperimenti una rivoluzione della sostenibilità simile a quella automobilistica, ci sono ancora molti percorsi che gli investitori ESG possono tracciare per promuovere i progressi ambientali e sociali in questo cruciale settore globale.

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