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21 Maggio 2024

Secondo una ricerca del World Economic Forum (WEF), più della metà del PIL mondiale (circa 44 trilioni di dollari di valore economico) dipende dalla natura e dal suo ecosistema. Lo stesso WEF stima che le transizioni economiche e finanziarie legate alla tutela del patrimonio naturale possano generare fino a 10 trilioni di dollari all’anno entro il 2023 contribuendo a creare anche quasi 400 milioni di posti di lavoro.

22 Aprile 2024

Henning Padberg di Nordea Asset Management mette in evidenza tre aree che probabilmente beneficeranno dalle tendenze in corso, come il forte aumento della domanda di energia

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Cosa accomuna Intelligenza Artificiale (AI), pompe di calore e veicoli elettrici (EV)? Esse sono le tecno-logie su cui si affidano le nostre speranze di realiz-zare la transizione verso un futuro più sostenibile e hanno bisogno di energia. Moltissima energia.
Secondo una ricerca del World Economic Forum (WEF), più della metà del PIL mondiale (circa 44 trilioni di dollari di valore economico) dipende dalla natura e dal suo ecosistema. Lo stesso WEF stima che le transizioni economiche e finanziarie legate alla tutela del patrimonio naturale possano generare fino a 10 trilioni di dollari all’anno entro il 2023 contribuendo a creare anche quasi 400 milioni di posti di lavoro.
Henning Padberg di Nordea Asset Management mette in evidenza tre aree che probabilmente beneficeranno dalle tendenze in corso, come il forte aumento della domanda di energia
Dal 2008 in avanti, gli investitori più prudenti hanno vissuto tempi difficili. Con le banche centrali concentrate a mantenere i tassi di interessi prossimi allo zero o ad- dirittura in territorio negativo, la ricerca di rendimento in strumenti con un livello di rischio contenuto rappre- sentava una sfida impegnativa. Questo paradigma è completamente cambiato nel 2022.
Nel 2030, fra circa sette anni, il fabbisogno globale di risorse naturali sarà due volte superiore a quanto il pianeta potrà offrire.
Il mondo sembra invaso da immondizia. Almeno questa è la percezione che emerge quando si controllano le previsioni riguardanti l’aumento della produzione globale di rifiuti. Secondo la Banca Mondiale, infatti, per il 2050, l’immondizia creata a livello globale aumenterà da 2 miliardi di tonnellate a 3.4 miliardi – una crescita di circa il 70% , quasi il doppio rispetto alla crescita della popolazione mondiale nello stesso periodo.
Fino ad oggi, nel panorama ESG, la componente “E-Environment” ha dominato la scena, con le preoccupazioni ambientali in cima alla lista delle priorità degli investitori. La “S-Social” è rimasta indietro, ma stiamo iniziando a vedere un cambio di marcia in tal senso. Difatti, secondo le ultime stime , entro il 2026 verranno investiti circa 15 miliardi di dollari in Diversità e Inclusione.
Il ricordo delle difficoltà vissute dai consumatori nel reperire diversi prodotti diventati improvvisamente quasi introvabili sulla scia delle crisi pandemica è ancora vivo nella nostra memoria. Su scala globale abbiamo toccato con mano gli effetti del razionamento di numerosi beni inclusi televisori, cellulari, auto, WiFi router e anche apparecchiature mediche.
Guardando al 2024, rimangono una serie di sfide per il mercato a cui non è semplice dare una risposta. Qual è il suo punto di vista?
Ad oggi il settore della ristorazione — un’industria di 2.3 trilioni di dollari e che potrà superare i 5 trilioni nel 2030 con una crescita composta annua (CAGR) del 10.79% — si trova a un bivio importante.
Le banche centrali adotteranno una politica monetaria più accomodante già nel 2024 e cosa comporterà per i mercati obbligazionari?
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